Intervista a un archivio
Una giornata nella Stanza Bianca: aprire un fascicolo degli anni Settanta, trovare una lettera scritta a macchina, una fotografia sbiadita, un annuncio ritagliato da un giornale.
Quaderni del Desiderio Vicario — saggi, studi e testimonianze
La rivista semestrale della Fondazione è stata fondata nel 2008. Pubblica saggi, recensioni, trascrizioni commentate di documenti dell'archivio e contributi di studiosi italiani e internazionali. Di seguito gli ultimi articoli pubblicati.
Una giornata nella Stanza Bianca: aprire un fascicolo degli anni Settanta, trovare una lettera scritta a macchina, una fotografia sbiadita, un annuncio ritagliato da un giornale.
Due volte l'anno, nei pressi degli equinozi, i Custodi e gli Alchimisti si riuniscono nella sede di Roma per leggere testimonianze anonime in silenzio, attorno al Tavolo delle Tre Sedie.
L'idea che l'esclusività sessuale sia il fondamento naturale della coppia è un'invenzione culturale recente. Un excursus dal diritto romano alle sperimentazioni del Novecento.
L'ultimo quaderno di Cucchi contiene esclusivamente sequenze di numeri, iniziali e date. Nessun crittografo è riuscito a decifrarlo. Il mistero del codice cucchiano.
Nella Stanza Bianca è custodita una cassaforte ottocentesca contenente dichiarazioni autografe di membri anziani che affidano alla Fondazione le proprie memorie dopo la morte.
Distinguere la gelosia subita dalla gelosia consensuale significa restituire alla gelosia il suo potenziale conoscitivo, invece di subirla come una condanna.
La collezione fotografica dell'archivio Cucchi conta oltre 3.500 immagini in gran parte anonime. Il lavoro di catalogazione e la scelta di non pubblicare i volti.
Il concetto centrale del pensiero cucchiano, spiegato con esempi tratti dalla letteratura e dal cinema: da Bataille a Pier Paolo Pasolini.
Una riflessione sulla presenza-assenza del terzo nella vita di coppia, a partire da un'osservazione quotidiana: il cellulare, il ricordo di un ex, il collega di lavoro.
Storia e simbolismo del dispositivo cerimoniale centrale della Fondazione: un tavolo di legno scuro, due sedie occupate e una lasciata permanentemente vuota per il terzo.
Che senso ha conservare lettere, diari e testimonianze di coppie che hanno sperimentato forme di apertura controllata? Il valore antropologico di un patrimonio trascurato.