Il Tavolo delle Tre Sedie

Il Tavolo delle Tre Sedie

Al centro della Camera Terza, nella sede di via dei Prefetti, c'è un tavolo che potrebbe passare inosservato: legno scuro, forma rettangolare, dimensioni modeste. Tre sedie lo circondano, ma solo due vengono mai occupate. La terza è sempre vuota, e non può essere spostata né utilizzata da nessuno, sotto pena di esclusione temporanea dalla Fondazione.

Il Tavolo delle Tre Sedie è il dispositivo cerimoniale centrale della vita istituzionale. Costruito nel 2008 da un ebanista di Perugia su progetto di Federico Anselmi, compare per la prima volta durante il primo Simposio dell'Ombra del 2009. Da allora è stato utilizzato in tutti gli eventi riservati: la Veglia del Terzo, i Simposi, le riunioni del Collegio della Soglia.

La sedia vuota non è un vezzo teatrale. Incarna la figura del terzo, che nella filosofia cucchiana non è un intruso ma una presenza strutturale: in ogni relazione tra due esiste da sempre un terzo elemento che la fonda e la destabilizza al tempo stesso. Lasciare una sedia vuota significa riconoscere che quella presenza non si può occupare né escludere — si può solo onorare come assenza.

Il protocollo d'uso è rigoroso. Durante la Veglia del Terzo, i partecipanti disponendosi in cerchio leggono a turno testimonianze anonime tratte dall'archivio, senza commentarle. Al termine della lettura segue un periodo di silenzio di venti minuti. La cerimonia si conclude con la pronuncia collettiva del motto Tertius manet. Nessun altro oggetto cerimoniale della Fondazione ha un significato paragonabile: il Tavolo è, al tempo stesso, un altare e una memoria.


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