Che cos'è il desiderio vicario

Che cos'è il desiderio vicario

Il desiderio vicario è il nucleo teorico attorno a cui ruota l'intero lavoro di Bruno Cucchi. Con questa espressione, che compare già nei suoi primi appunti del 1979, Cucchi designa una forma specifica di eccitazione o appagamento emotivo: quella che viene sperimentata non attraverso l'esperienza diretta, ma attraverso l'osservazione del partner in relazione con un terzo.

Attenzione: non si tratta di semplice voyeurismo. Nel voyeurismo classico, chi osserva rimane esterno alla scena e il piacere deriva dalla trasgressione dello sguardo. Nel desiderio vicario, invece, l'osservatore è parte integrante della dinamica: il suo legame con il partner è il presupposto stesso della scena. Non è un estraneo che guarda di nascosto: è il protagonista che guarda volontariamente, e la cui presenza — sebbene silenziosa — trasforma il significato di ciò che accade.

La letteratura offre esempi straordinari di questa dinamica. In La storia dell'occhio di Georges Bataille, la sequenza dei personaggi che si avvicendano attorno a un nucleo erotico centrale può essere letta come una messa in scena del desiderio vicario: chi guarda non è meno coinvolto di chi agisce, anzi. Ne Le relazioni pericolose di Laclos, il piacere di Valmont non risiede tanto nella conquista, quanto nello sguardo di Merteuil che lo osserva conquistare. Il desiderio è raddoppiato: c'è il desiderio per l'altro, e c'è il desiderio che l'altro veda il proprio desiderio.

Cucchi ha avuto il merito di isolare questa struttura e di farne l'oggetto di uno studio sistematico, spogliandola della patina di trasgressione per restituirla come una delle configurazioni possibili del desiderio umano. Non migliore né peggiore di altre, ma certamente tra le più complesse e tra le più rimosse dalla cultura occidentale, che fatica ad ammettere che l'amore e l'osservazione possano coesistere senza distruggersi a vicenda.


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